I vantaggi della prefabbricazione

1. Introduzione

Negli ultimi anni l’attenzione verso problematiche di sostenibilità ecologica e di risparmio energetico risulta essere in costante aumento anche nel nostro paese.

L’interesse in questa direzione ha portato a considerare in modo critico le modalità del costruito nel passato più o meno recente. In questo senso si sono potute rilevare pratiche a volte sconsiderate soprattutto nell’utilizzo del calcestruzzo e un diffuso normale disinteresse verso problemi di costi di mantenimento, risparmio energetico e qualità abitativa (climatizzazione,rumori, sismi).
In particolare poi, sono state messe in discussione le modalità usuali di costruire: ci si è resi conto che spesso, quelli che vengono percepiti come “sistemi tradizionali”, non sono necessariamente tali. Spesso, come nel caso della struttura a telaio in cemento armato ma non solo, si tratta dell’evoluzione di sistemi adottati per comodità ed abitudine (e in parte anche per interesse). Spesso inoltre, tali sistemi sono forieri di una serie di problematiche non dichiarate ufficialmente e purtroppo proprio per questo, lasciate irrisolte nella maggioranza dei casi (ponti termici, giunti strutturali, caratteristiche di trasmissione del calore e dei rumori, ecc).

I principi della cosiddetta “bioedilizia” sono sostanzialmente un insieme di atteggiamenti e regole che considerano la costruzione un manufatto integrato in modo sensibile con l’ambiente in cui viene inserito. In contrapposizione a concezioni del costruire “artistico”, “speculativo”, “meccanico” e altro ancora, si considerano come aspetti di maggior rilievo per guidare la progettazione parametri come la localizzazione, l’orientamento, la scelta di materiali e strategie costruttive in funzione di prestazioni, disponibilità e convenienza. Accade che, anche al concetto di “bioedilizia”, vengano collegate delle visioni estremizzate e da considerare, almeno in questa sede, poco condivisibili.

Dalla suddetta definizione è facile dedurre come la vera “costruzione tradizionale”, e precedente all’avvento dell’industrializzazione, costituisca una fonte quasi inesauribile di suggerimenti, pratiche e sistemi efficienti a tutti gli effetti, per costruire secondo le regole della bioedilizia, cioè in armonia con un ambiente specifico. Questo però non deve assolutamente significare l’abbandono di qualsiasi forma di progresso, se non altro perché il mondo e le esigenze dell’uomo si sono radicalmente trasformate. I sistemi tecnologici, nuovi materiali e considerazioni progettuali fornite dalle più recenti possibilità di calcolo e rilevazione, devono coniugarsi con le regole di buon senso della tradizione. L’obiettivo rimane quello di ottimizzare l’integrazione tra ambiente ed edificio e di massimizzare le prestazioni di quest’ultimo in favore della qualità della vita, dell’interesse economico e del rispetto ambientale.

In questo senso perciò, sono da tenere in considerazione come appartenenti all’interesse della bioedilizia tutti i vantaggi che possono essere forniti dal progresso tecnologico: materiali nuovi e innovazione di quelli tradizionali, sistemi di recupero energetico, sistemi ibridi per l’utilizzo di fonti energetiche alternative, ottimizzazione della prefabbricazione, standardizzazione industriale nella produzione e per i sistemi di controllo.

In tutti i paesi industrializzati, con il diffondersi del consumismo, si è persa proprio la pratica dei sistemi costruttivi tradizionali lasciando spazio soprattutto e, a volte soltanto, agli apporti tecnologici (spesso però basati su premesse semplicistiche o addirittura errate). Il patrimonio di conoscenze della tradizione è stato finora quasi completamente dismesso dalla pratica progettuale e costruttiva; attualmente invece si sta rivelando un movimento di riabilitazione e riscoperta.
In alcuni paesi europei, più che in Italia, certe modalità di costruzione direttamente legate ai sistemi tradizionali si sono mantenute e addirittura, in alcuni di questi (Nord Europa, Germania, Francia) il cammino più sopra indicato come naturale evoluzione che porta alla bioedilizia, è stato intrapreso da alcune aziende ancora presenti sul mercato.

Le aziende in questione costituiscono l’unica realtà concreta di proposta edilizia bio compatibile perché rappresentano un legame continuo, esente da qualsiasi tendenza alla moda, tra una tradizione costruttiva e la sua possibile evoluzione tecnologica. In pratica, esse hanno perfezionato attraverso le possibilità offerte dalla tecnologia, i sistemi tradizionali di costruzione mantenendone le prerogative di qualità e convenienza. Perciò: il computer nella progettazione e gestione di processo, la prefabbricazione industriale, l’utilizzo di standardizzazioni di prodotto e normative di riferimento, l’utilizzo di materiali migliorati, di nuova invenzione o in esclusiva, la disponibilità di dati statistici e nuove tecnologie hanno trasformato quello che, un secolo fa, era un sistema di costruzione “tradizionale”. La principale differenziazione di queste aziende, che oggi vengono copiate o prese a modello, è data dallo sviluppo in continuità con la tradizione costruttiva.
Questo costituisce infatti un irriproducibile bagaglio di esperienza e una incomunicabile conoscenza di mestiere: soluzioni tecnologiche più che collaudate, scelte dei nuovi materiali in base agli effettivi vantaggi, possibilità di accumulo di conoscenze progettuali ed esperienze.

In ultima analisi risulta, con un po’ di sorpresa, che uno degli aspetti più rilevanti dell’approccio determinato dalla bioedilizia sia costituito dalla prefabbricazione. Tale pratica viene considerata a colpo d’occhio solo per i vantaggi offerti alla velocità di realizzazione in cantiere; in realtà si tratta di un elemento chiave dell’intero processo e permesso soprattutto dalla tecnologia moderna (computers, macchine e mezzi). Attorno alla prefabbricazione gravitano molte delle scelte di materiali, delle soluzioni costruttive, delle possibilità di risparmio economico e controllo della qualità. Il processo di prefabbricazione inoltre ha trasformato il prodotto della tradizione (con tutta la cultura che intrinsecamente contiene) in un prodotto proponibile in maniera più vasta e comunque adattabile.

Dopo questa breve introduzione allo scenario industriale del fenomeno della bioedilizia, la presente relazione intende illustrare solo parzialmente le caratteristiche delle strutture. In particolare ci si soffermerà ad analizzare i principali punti di forza di questo genere di costruzioni e le potenzialità che esse offrono. Inoltre verranno prese in considerazione le principali obiezioni che vengono generalmente sollevate da parte di chi non le conosce ma anche, a volte, da scettici o detrattori. Se nel primo caso le curiosità sono perfettamente comprensibili, sorprende invece, come spesso questo genere di costruzioni debba essere sottoposto (e riesca a superare) critiche e prove dalle quali vengono risparmiate le costruzioni con i sistemi solitamente in uso.


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